Ferro Battuto

Due parole sull’argomento:

l’antica arte del ferro battuto confonde le proprie origini con le origini stesse dell’uomo. Nonostante il ferro sia l’elemento più abbondante in natura, la sua diffusione è stata storicamente assai lenta e difficile. L’evoluzione dell’uomo è segnata dall’apprendimento dei segreti necessari all’uso di questo metallo.

In epoca romana il ferro costava ed era ricercato addirittura più dell’argento e già a Roma nacque una prima corporazione di maestri fabbri.

Il ferro battuto a Firenze

Firenze è considerata una vera e propria culla della lavorazione del ferro. Nel 1200 esisteva già una attività molto fiorente. A quell’epoca la maggior parte dei fabbri, dei ferratori o dei “maniscalchi”, come a quel tempo venivano chiamati, produceva utensili a mano e attrezzi vari per l’agricoltura. La corporazione dei fabbri apparteneva alle “arti medie” e solo in un secondo momento questa corporazione fu affiancata alle “arti maggiori”, come quella della lana, ad esempio, con l’appellativo di “nuova arte maggiore”.

Nei secoli successivi Firenze e la Toscana furono al centro di un grande sviluppo dell’arte di battere il ferro. I ferri per Palazzo Strozzi vennero realizzati sul finire del XV secolo da un famoso fabbro, Niccolò il Grosso, detto il Caparra, il cui nome già indicava le sue capacità e la sua forza fisica, caratteristica quest’ultima necessaria per questo tipo di lavoro.

Possiamo lavorare il ferro per la produzione di oggetti per il camino, lampadari, cancelli, testate di letti, lampioni, tavolini e suppellettili varie.

 

Vediamo alcune delle nostre realizzazioni: